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Film del 2001 ispirato alle gesta dei piloti cecoslovacchi che durante la Seconda Guerra Mondiale fuggirono dalla madrepatria poco dopo l'invasione tedesca e si arruolarono come volontari nella Royal Air Force britannica, continuando a combattere fino alla vittoria.

Al termine della guerra tuttavia , la Cecoslovacchia passò in mano alle truppe sovietiche, e le nuove forze d'occupazione, temendo che i piloti cecoslovacchi potessero rivolgere il loro ardore combattivo contro il nuovo governo comunista, così come già avevano combattuto  il nazismo,  internarono tutti i reduci nei lager, considerandoli nemici del popolo e bisognosi di essere “rieducati”.

Il film viene narrato dal punto di vista del pilota Frantisek Slama, istruttore di volo al tempo dell’invasione, il quale nel dopoguerra, ormai prigioniero nel campo di concentramento sovietico, ricorda quando lui ed ai suoi cadetti attraversarono clandestinamente le linee tedesche per giungere in Inghilterra nel 1940, ed arruolarsi nella RAF.

In principio i piloti cechi, benchè fossero perfettamente addestrati, non venivano considerati idonei al combattimento, ma l’occasione di mostrare le proprie capacità non tardò ad arrivare e presto la loro squadriglia divenne parte integrante delle forze aeree britanniche, nello sforzo di combattere il nemico comune.

Durante la permanenza in Inghilterra, il protagonista stringe amicizia col suo giovane cadetto Karel Vojtisek, ora pilota effettivo della RAF, ma in seguito entrambi si innamorano della stessa donna, situazione che porterà la loro amicizia sull'orlo della rottura.

Le cose però non vanno come parrebbe, perchè la reciproca fiducia tra i due amici subisce un duro colpo, ma non si spegne il loro cameratismo, né il senso del dovere.
Infatti il giovane Vojtisek salverà il più esperto compagno durante un combattimento che lo vedeva quasi soccombente e cercherà in seguito di aiutarlo quando quest’ultimo dovrà ammarare a causa dell'avaria del motore del suo Spitfire.
Tentando la pericolosa manovra di gettare all'amico il proprio giubbotto salvagente durante il volo radente a pelo d'acqua, Vojtisek tuttavia urta violentemente col suo aereo la superficie del mare, inabissandosi velocemente e senza speranza.

Al termine della guerra Frantisek torna in patria, per scoprire di aver perduto oltre al suo amico, anche la propria fidanzata e la speranza di una vita migliore, perché l’amministrazione sovietica lo imprigionerà immediatamente come elemento pericoloso, invece di considerarlo eroe di guerra quale effettivamente era.

Questa fu infatti la dolorosa esperienza dei piloti cecoslovacchi una volta tornati in patria,  e, come viene ricordato nelle ultime sequenze del film, essi verranno riabilitati assai tardivamente  soltanto alla caduta del comunismo in Europa, a quasi cinquant'anni dal temine del secondo conflitto mondiale.
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La storia trattata dal film è indubbiamente interessante e fin dalle prime sequenze si avverte subito, dallo stile della narrazione, che siamo di fronte ad una produzione cinematografica europea.

Il regista è Jan Sverak, che nel 1997 vinse il premio Oscar per il miglior film straniero: "Kolia" .

Nei contenuti speciali contenuti del Dvd di Dark Blue World, il regista ci spiega che con questo lungometraggio ha voluto rendere omaggio all'eroismo ed ai sacrifici dei piloti cechi, una storia che stava molto a cuore sia a lui che a suo padre, che del film ha scritto la sceneggiatura.

Il registra inoltre illustra i trucchi e le ingegnose trovate che lui e la produzione riuscirono ad escogitare per ottenere delle ottime sequenze di volo e di combattimento con i celebri Spitfire (sia con i velivoli  reali, che con i modelli in scala). Scene molto costose da realizzare ma che essi riuscirono comunque a realizzare pur non potendo disporre di ampie risorse economiche, come spesso capita alle produzioni europee.

Le scene aeree e quelle di attacco al suolo trasmettono una sensazione di incredibile realismo che non si vede frequentemente al giorno d'oggi e infatti sono tutte girate senza ricorrere all'ausilio della computer generated imagery, che spesso nei film d'azione  oggi consente  di evitare l'utilizzo dei costosi velivoli reali, ma c'è  sempre il rischio di farsi prendere la mano girando quindi sequenze poco realistiche.
Dark Blue World, invece  dimostra che pur disponendo di un budget assai contenuto si può realizzare un grande film, se dietro c'è  una buona storia, un’ottima sceneggiatura, una produzione ingegnosa, e la sensibilità tipica dei registi europei, che spesso  raccontano storie e atmosfere di guerra meglio dei loro colleghi d’oltreoceano.

L’unico appunto che si può  fare è forse la scelta dell’attore coprotagonista:
E'' vero che i piloti da caccia della Seconda Guerra Mondiale erano in genere giovani intorno ai vent'anni, l'età media dei soldati che combattono le guerre oggi come ieri, ma il giovane scelto per impersonare Karel Vojtisek sembra proprio un quindicenne, troppo giovane per il ruolo che gli è stato affidato.

Questa è forse l’unica nota stonata in tutto il film, ma per il resto Dark Blue World può essere considerato a buon diritto il miglior film di guerra aerea della Seconda Guerra Mondiale girato negli ultimi venti anni.

Da vedere!! (se possibile nell'edizione con i contenuti speciali)