Gli anni Quaranta
La 72a ed il 1° Stormo Caccia Terrestre nella Seconda Guerra Mondiale

Leone Rampante della /2a Squadriglia , anni VentiCon la conclusione della Prima Guerra Mondiale la storia della 72a Squadriglia si fuse con quella del Primo Stormo Aeroplani Da Caccia, che venne costituito nel 1923 su 3 gruppi: il VI, XIII, e XXIII; all'ultimo dei 3 gruppi presto venne aggregata la 72a Squadriglia.
Dal termine della Prima Guerra Mondiale e fino alla fine degli anni Venti, i velivoli dell'unità recavano come stemma sulle fiancate della fusoliera un leone rampante rosso, inscritto in un cerchio bianco.

Verso la fine degli anni Venti, dopo aver continuato a lungo ad utilizzare i vecchi biplani Spad XIII, il Primo Stormo, (basato ora a Campoformido (UD) ), cominciò ad essere equipaggiato con velivoli più moderni come i caccia Fiat CR20, e su di essi iniziò ad effettuate le prime esercitazioni di volo acrobatico della Regia Aeronautica Italiana. In questo periodo le fusoliere dei velivoli di tutte le squadriglie dello stormo iniziarono ad essere adornate unicamente con lo stemma dell'arciere collocato su uno sfondo ottagonale nero, col motto: "Incocca Tende Scaglia", la cui paternità viene attribuita a Gabriele D'Annunzio,  che diventerà l'emblema  caratteristico dell'unità.

Stemma Arciere del Primo Stormo caccia, anni TrentaNel 1936 allo stormo, denominato ora Primo Stormo C.T. (Caccia Terrestre) venne consegnata la bandiera di guerra.
All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, il Primo Stormo faceva parte della Prima Divisione Caccia Terrestre, (a sua volta parte della Seconda Squadra Aerea di Palermo) ed era costituito da 2 gruppi caccia : VI° Gruppo (squadriglie 79a, 81a e 88a,) su Macchi Mc 200, basato a Catania (Fontanarossa.) XVII° Gruppo, (squadriglie 71a, 72a, 80a). su Fiat CR 42 con sede a Palermo (Boccadifalco) ma già nei primi mesi di guerra anche il XVII° Gruppo ebbe in dotazione i Macchi Mc 200.
Ai 2 gruppi fu aggregato il CLVII°GCT su FIAT CR42 basato a Trapani.

Le prime operazioni vennero effettuate nel Luglio 1940, con la 72a squadriglia, che, basata a Comiso, si occupava di effettuare scorta convogli e voli di ricognizione su Malta; il 15 settembre troviamo i velivoli del Primo Stormo impegnati in una missione di scorta agli JU87 del 96° gruppo da Bombardamento, sempre su Malta.
Al principio del 1941, equipaggiato in buona parte con i Macchi MC 202, troviamo il Primo Stormo dispiegato tutto in Sicilia; comandante della 72a Squadriglia era il capitano Pio Tomaselli. In questo periodo le missioni erano costituite da scorte ai convogli italiani, scorta ai bombardieri che attaccavano i convogli avversari, e ricognizioni su Malta.
Alla fine dell'anno, tutti i reparti vennero trasferiti in Libia, col compito di appoggiare le operazioni del Regio Esercito.

I due gruppi in questo periodo operarono generalmente separati; il XVII° gruppo principalmente sulle basi di Martuba, Benina, Bengasi, Sidi Magrum, (in Cirenaica), Ara Fileni e Temet (Tripolitania) Sidi Barrani (Egitto), il VI° Gruppo a Martuba, Derna ed El Merduma, il che gli diede modo di partecipare alle battaglie aeree che si svolsero sui cieli di Tobruk e di Bir Hakeim. Compito principale assegnato a entrambi i gruppi fu quello di conseguire la superiorità aerea nella zona.
Le operazioni in terra libica si protrassero fino alla seconda metà del 1942, dopodichè, scaglionati per squadriglie, l'interno stormo si trasferì in patria per un periodo di riposo e ricostituzione.

I primi giorni di novembre del 1942, quando divenne ormai chiara l'imminenza di un grande sbarco di truppe alleate sulle coste della Tunisia, il VI° Gruppo venne inviato a Pantelleria, per poi trasferirsi sulle basi di Sfax e Gabes, nell'intento di contrastare le operazioni degli Alleati.
Al XVII° Gruppo fu assegnato il medesimo compito, ma effettuava le sue missioni di attacco decollando dalla base di Decimomannu in Sardegna, e venne impiegato in operazioni di attacco navale, scorta aerea, caccia pura e attacco al suolo sulle coste dell'Algeria.
Con il rapido precipitare della situazione bellica in Nordafrica, i reparti vennero ritirati dalla base di Gabes (Tunisia) e ritornarono in Italia per essere riequipaggiati con i nuovi velivoli in via di assegnazione.

Il Primo Stormo infatti fu la prima grande unità della Regia Aeronautica ad essere equipaggiata con i Macchi Mc 205, che furono presi in carico i primi mesi del 1943. Con questi nuovi e finalmente validi velivoli il Primo Stormo, basato a Pantelleria e Catania (VI° Gruppo) e Sciacca e Chinisia (XVII°) affrontò gli intensi combattimenti che culminarono nell'Operazione Husky (sbarco alleato in Sicilia).
Ormai, però per la Regia Aeronautica la situazione bellica era irrimediabilmente compromessa, i combattimenti venivano effettuati sempre in uno stato di grave inferiorità numerica che logorava rapidamente velivoli e piloti per cui, pochi giorni prima che l' invasione fosse completata, sul finire di Luglio 1943, i pochissimi velivoli superstiti vennero ritirati dalla zona d'operazioni e trasferiti ad Osoppo e poi a Ronchi.

L'atteso riequipaggiamento e riorganizzazione tuttavia non furono portati a termine, perchè l'Unità fu colta dall'Armistizio (8 settembre 1943), mentre era in fase di ricostituzione, ed in conseguenza del collasso generale della Regia Aeronautica, verificatosi in seguito all'evento armistiziale, l'intero Primo Stormo venne sciolto.

Con la cessazione delle attività da parte del Primo Stormo Caccia, lo stemma dell'arciere venne adottato e portato in volo dai Macchi Mc205 della Terza Squadriglia "Arciere" del Primo gruppo Caccia dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana, ( che ebbe per comandante il capitano Pio Tomaselli, già comandante della 72a Squadriglia nella R.A.).
Il loro compito principale fu l'intercettazione delle sterminate formazioni di bombardieri alleati, che attaccarono quotidianamente città, siti industriali e scali ferroviari del Nord Italia fino al termine delle ostilità in Italia, che si verificò nell'Aprile del 1945.

[Bibliografia:
Chris Dunning: "Combat Units of the Regia Aeronautica"
Sebastiano Licheri: "L'Arma aerea italiana"
Michele Palermo, Ludovico Slongo: "Ali D'Africa"]