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Gabby: A Fighter Pilot's Life
Di Chris Molesworth (Schiffer Military History) 1998

E’ la biografia di Francis “Gabby” Gabreski, uno dei comandanti e degli assi più conosciuti dell’ USAAF nello scacchiere europeo durante la Seconda guerra mondiale, con trenta abbattimenti confermati, il quale aveva già combattuto in Europa nel 303rd Fighter Squadron della Royal Air Force, formato da piloti polacchi o di origine polacca come lui.


Successivamente, partecipò alle operazioni della guerra di Corea, ritirandosi a vita privata come colonnello dell’ US Air Force.

Nel libro, vengono descritti gli esordi del giovane Gabreski alla scuola di volo, e delle difficoltà incontrate per riuscire ad ottenere il brevetto di pilota militare, dato che in tempo di guerra, la necessità di fornire al più presto al governo americano un gran numero di piloti per infoltire le schiere dell’USAF, rendeva molto sbrigativi i metodi di selezione e spesso rischiava di espellere piloti potenzialmente validi come lui, ma non troppo rapidi ad apprendere le tecniche di volo.

Una volta ottenuto il brevetto sarà destinato prima a basi alle Hawaii, dove incontrerà la futura moglie e farà in tempo ad essere spettatore dell’attacco giapponese a Pearl Harbour.

Successivamente chiederà di essere trasferito in Inghilterra per acquisire quell’esperienza di volo in guerra di cui i piloti americani erano ancora digiuni.
Quindi verrà assegnato al 56th Fighter Group, in cui coglierà gran parte dei suoi successi, e del quale diventerà uno dei principali leader.

Di particolare interesse per gli appassionati di volo militare, sono le descrizioni dell’attività addestrative per conseguire il brevetto di volo militare, ma anche le descrizioni dei combattimenti e delle relative tattiche seguite, prima con gli Spitfire della RAF, e poi con i P47 Thunderbolt dell’USAAF.

Interessante anche il racconto di Gabreski circa il suo abbattimento e della successiva cattura e prigionia, durante la quale egli ebbe l’occasione di conoscere il “Master of Interrogators” della Luftwaffe, Hanns Scharff, che sperimentò anche su di lui le collaudate tecniche per carpire ai piloti alleati prigionieri, informazioni riservate, senza però esercitare alcun tipo di pressioni fisiche o psicologiche.

La parte finale del libro è dedicata alle attività svolte nel dopoguerra, all’addestramento sui i nuovi velivoli a reazione ed al loro utilizzo nella Guerra di Corea.

Il tutto viene descritto con uno stile asciutto e privo di fronzoli e retorica che non si riscontra frequentemente nei libri di memorie, soprattutto se si tratta di assi dell’aviazione americana.

In conclusione , L’ho trovato un libro interessante e anche se non si segnala per la leggerezza, (170 Pagine), è sicuramente da consigliare.